In una mossa che ha colto di sorpresa l’intera industria tecnologica, OpenAI ha annunciato ufficialmente la chiusura di Sora, il suo ambizioso ecosistema dedicato alla generazione di video tramite intelligenza artificiale. La decisione comporta lo smantellamento dell’app dedicata per iOS e delle API che permettevano agli sviluppatori di integrare la tecnologia nei propri servizi.
La parabola di Sora: dalle stelle al tramonto
Presentato per la prima volta nel febbraio 2024, Sora aveva stupito il mondo con la sua capacità di creare video iper-realistici partendo da semplici prompt testuali. Dopo una fase di test riservata, il lancio pubblico era avvenuto nel dicembre 2024, seguito nel 2025 da una versione aggiornata (Sora 2) e da un’app mobile che prometteva di democratizzare la creazione cinematografica.
Tuttavia, dopo l’entusiasmo iniziale che ha portato l’app a superare il milione di download, l’interesse è calato drasticamente. All’inizio del 2026, Sora è uscita dalla classifica delle prime 100 app più scaricate negli Stati Uniti, segnando l’inizio della fine.
Perché OpenAI ha deciso di chiudere?
Secondo le analisi di settore, la scelta di Sam Altman e del suo team è dettata da due fattori principali:
- Costi di calcolo insostenibili: Generare video in alta definizione richiede una potenza di calcolo immensa. OpenAI avrebbe valutato che i costi infrastrutturali superavano di gran lunga i ricavi generati dagli abbonamenti e dall’uso delle API.
- Focus sul Coding e Monetizzazione: Mentre il video è spettacolare ma difficile da monetizzare, il settore della programmazione assistita da IA si sta rivelando una miniera d’oro. Competitor come Anthropic hanno dimostrato che le aziende sono disposte a investire cifre enormi per strumenti che aumentano la produttività degli sviluppatori. OpenAI ha quindi deciso di spostare i propri “supercomputer” verso lo sviluppo di modelli per il coding, dove il ritorno economico è più immediato e solido.
La fine degli accordi con Hollywood
La chiusura di Sora mette fine anche alla storica collaborazione tra OpenAI e Disney. Il colosso dell’intrattenimento, che aveva siglato un accordo miliardario per esplorare l’uso dell’IA nella produzione video, ha rilasciato una dichiarazione diplomatica rispettando la scelta di OpenAI di uscire dal business della generazione video per dare priorità ad altri settori.
OpenAI comunicherà nei prossimi giorni le tempistiche esatte per la disattivazione dell’app e delle API. Per ora, il messaggio è chiaro: la corsa ai video generati dall’IA, almeno per OpenAI, si ferma qui. L’azienda preferisce tornare a concentrarsi su strumenti di utilità pratica e ad alto rendimento, lasciando ad altri (come Runway o Luma) il compito di rendere il cinema “testo-centrico” una realtà sostenibile.
Il sogno del video per tutti, a quanto pare, dovrà attendere un’era in cui l’energia e la potenza di calcolo saranno più accessibili.