Per anni Apple ha difeso il valore della musica rifiutando l’introduzione di un piano gratuito con pubblicità. Tuttavia, alcuni indizi emersi nel codice dell’app Android suggeriscono che le cose potrebbero cambiare, aprendo le porte a un livello di abbonamento “Lite” o a basso costo.
L’indizio nel codice: “Premium Access Required”
La scoperta nasce dal lavoro del noto analista e cacciatore di codice Aaron Perris (noto su X come @aaronp613). Analizzando l’ultima versione beta di Apple Music per Android, Perris ha scovato delle stringhe di testo decisamente insolite per la piattaforma di Cupertino:
<string name="can_not_skip">Can't skip any more tracks</string>(Impossibile saltare altri brani)<string name="premium_required">Premium access required</string>(È richiesto l’accesso Premium)
Attualmente Apple Music non impone alcuna limitazione al salto delle tracce per i suoi utenti paganti, né tantomeno distingue tra un accesso standard e uno “Premium” (tutti i piani hanno accesso all’intero catalogo, al Lossless e al Dolby Atmos). L’introduzione di simili restrizioni fa subito pensare alle dinamiche tipiche dei piani gratuiti o fortemente limitati dei concorrenti.
Il dilemma filosofico di Cupertino
Questa indiscrezione si scontra frontalmente con la linea politica che Apple ha mantenuto fin dal lancio del servizio. Proprio di recente, Oliver Schusser (Vice President di Apple Music), ha ribadito la ferrea posizione dell’azienda in un’intervista a Bloomberg:
“Penso che il modello ‘free’ sia stato un errore terribile per l’industria musicale. Apple Music è l’unico grande servizio a non avere un piano gratuito, e credeteci o no, ne siamo davvero orgogliosi.”
La logica di Apple è sempre stata legata alla tutela degli artisti (garantendo revenue per singolo stream più elevate rispetto alla concorrenza) e al posizionamento del brand come servizio esclusivamente di fascia alta.
Guerra di numeri: il confronto con Spotify
Nonostante l’orgoglio filosofico, i numeri descrivono un mercato in cui la massa critica è guidata proprio dalle opzioni accessibili. Sebbene Apple conti su un ecosistema hardware formidabile, il divario in termini di utenti complessivi resta marcato.

| Piattaforma | Utenti Totali (Stime) | Modello Freemium | Prezzo Base Individuale |
| Spotify | Oltre 700 milioni | Sì (con pubblicità e skip limitati) | $12.99 / mese |
| Apple Music | Oltre 100 milioni | No (Solo piani a pagamento) | $10.99 / mese |
Negli Stati Uniti e in altri mercati occidentali, Apple Music gode già di un leggero vantaggio economico sulla tariffa singola rispetto a Spotify (che ha recentemente aumentato i prezzi), ma la mancanza di un “gancio” gratuito o super-economico impedisce l’acquisizione di utenti nei mercati emergenti o tra i consumatori più giovani.
Quali scenari si prospettano?
Gli esperti tendono a escludere un piano totalmente gratuito e pieno di spot pubblicitari, proprio per non smentire le dichiarazioni dei vertici. È molto più probabile che Apple stia valutando una delle seguenti opzioni:
- Un piano “Lite” a basso costo: Un abbonamento ridotto (magari a $4.99 o $5.99) che mantenga l’assenza di pubblicità ma limiti l’ascolto alla modalità shuffle, imponga un tetto massimo di skip orari e privi l’utente dell’audio in alta risoluzione o dei download offline.
- Limitazioni mirate alla Radio: Le stringhe potrebbero riferirsi esclusivamente alle stazioni radio live o tematiche di Apple Music (come Apple Music 1). Apple potrebbe decidere di rendere fruibili queste emittenti in modo più ampio all’esterno, limitando però le interazioni (gli skip) a chi non possiede l’abbonamento completo.
Se dovesse concretizzarsi, si tratterebbe del cambio di rotta più importante per la divisione Servizi di Apple degli ultimi anni.