La notizia che nessun utente Apple avrebbe mai voluto sentire è arrivata direttamente dai vertici di Cupertino. In un’intervista esclusiva rilasciata al Wall Street Journal, il CEO uscente Tim Cook ha confermato che i prezzi dei dispositivi della mela subiscono e subiranno a breve ritocchi verso l’alto.
Il motivo? Una tempesta perfetta sul mercato dei componenti, innescata dal boom globale dell’intelligenza artificiale.
“Sfortunatamente, gli aumenti di prezzo sono inevitabili”, ha dichiarato Cook. “Stiamo facendo del nostro meglio per mitigare i massicci rincari che ci vengono imposti e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti, ma la situazione è diventata insostenibile”.
La colpa è del “boom” dell’IA (e della carenza di RAM)
A mettere alle strette i margini storicamente intoccabili di Apple è lo scontro frontale con i colossi dei data center per accaparrarsi i chip di memoria. I produttori di semiconduttori (come Samsung, SK Hynix e Micron) stanno infatti dando priorità assoluta alle memorie per i server IA, riducendo l’offerta per i dispositivi di consumo proprio mentre la richiesta di RAM è alle stelle.
Per far girare i modelli di IA in locale (come Apple Intelligence), i prossimi dispositivi avranno bisogno di molta più memoria volatile. Cook ha paragonato questa crisi dei semiconduttori a una “piena centenaria”, aggiungendo di non aver mai visto nulla di simile in oltre 40 anni di carriera nel settore tech.
L’impatto stimato sui prezzi
Sebbene Apple non abbia rilasciato cifre ufficiali modello per modello, gli analisti di TechInsights hanno già fatto i primi calcoli sul prossimo iPhone 18 Pro in arrivo a settembre:
- Costo dei componenti: Il solo pacchetto memoria e archiviazione per il modello Pro passerà dai circa $50 dello scorso anno a quasi $200.
- Il possibile rincaro finale: Per mantenere inalterati i suoi storici margini di profitto, Apple potrebbe aumentare il prezzo di listino dei modelli Pro fino a 200-250 dollari/euro in più rispetto alla generazione attuale.
I primi segnali sui Mac e il “passaggio di consegne”
In realtà, i primi ritocchi al listino si sono già visti di recente nel comparto computer: Apple ha silenziosamente eliminato la configurazione base del Mac mini da 256GB (quella da $599), posizionando di fatto il nuovo prezzo d’attacco a $799 per la versione da 512GB.
Secondo gli esperti dell’ambiente di Cupertino, l’uscita allo scoperto di Tim Cook su un tema così spinoso serve anche a fare da “scudo” a John Ternus, designato a succedergli ufficialmente come CEO. In questo modo, Cook si assume la responsabilità politica dei rincari prima del lancio autunnale, evitando che il nuovo leader debutti sul palco venendo etichettato come “quello che ha alzato i prezzi”.
Se avete in programma l’acquisto di un nuovo Mac o di un iPad, il consiglio degli esperti per questa estate è chiaro: meglio procedere ora, prima che i nuovi listini legati alla crisi dei chip entrino pienamente in vigore.







