Il mondo dei pagamenti digitali è alla vigilia di quella che potrebbe essere la più grande ristrutturazione della sua storia. Stripe, il colosso dell’infrastruttura di pagamento per le imprese, ha unito le forze con il colosso del private equity Advent International per presentare un’offerta d’acquisto congiunta per PayPal.
L’operazione sul piatto ha cifre da capogiro: 60,50 dollari per azione, per un valore complessivo di oltre 53 miliardi di dollari.
I dettagli dell’offerta
L’indiscrezione, trapelata dalle principali testate finanziarie internazionali (tra cui Reuters, Bloomberg e Wall Street Journal), delinea una manovra aggressiva e pianificata da mesi:
- Il premio sulle azioni: L’offerta a 60,50 dollari rappresenta un premio di circa il 28% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura del titolo PayPal prima che la notizia diventasse pubblica.
- La struttura finanziaria: L’operazione verrebbe finanziata per circa 17 miliardi di dollari tramite capitale proprio (equity) conferito da Stripe, Advent e potenzialmente altri partner (come Block), mentre i restanti 50 miliardi arriverebbero da linee di credito bancarie già garantite.
- Governance paritaria: Se l’accordo dovesse andare in porto, Stripe e Advent controllerebbero PayPal con quote paritetiche.
Perché Stripe vuole PayPal? Una logica industriale perfetta
Anche se operano nello stesso settore, Stripe e PayPal hanno modelli di business profondamente complementari, che renderebbero l’entità combinata un gigante senza rivali.
1. Business-to-Business (B2B) incontra il Consumer (B2C)
- Stripe è l’infrastruttura “invisibile” del web. Lavora dietro le quinte per consentire a e-commerce, startup e grandi piattaforme tecnologiche di accettare pagamenti in modo fluido.
- PayPal ha un brand storico e una penetrazione immensa sul consumatore finale. Possiede un wallet digitale utilizzato da centinaia di milioni di persone, gestisce il servizio di pagamenti rateali (Buy Now Pay Later) e controlla piattaforme popolarissime come Venmo negli Stati Uniti.
2. Numeri da monopolio di fatto
Una fusione tra i due colossi darebbe vita a un gruppo capace di processare circa 3.700 miliardi di dollari all’anno. Per avere un metro di paragone, si tratta di una cifra che sfiora il 3% del PIL mondiale.
Il declino di PayPal e la finestra di opportunità
Perché adesso? Nonostante sia stato il pioniere assoluto dei pagamenti online (fondato a fine anni ’90 anche da Elon Musk), negli ultimi anni PayPal ha perso molta della sua brillantezza in borsa.
Schiacciata dalla concorrenza spietata di Apple Pay, Google Pay e della stessa Stripe, la società ha visto la sua valutazione crollare rispetto ai massimi storici del 2021 (quando capitalizzava quasi cinque volte tanto rispetto all’offerta attuale). Questo momento di transizione e di debolezza del titolo ha offerto a Stripe e Advent l’assist perfetto per lanciare l’offensiva.
L’offerta è stata presentata e, sebbene PayPal non abbia ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali o risposte formali, il mercato ha reagito con entusiasmo, facendo volare il titolo in borsa.
Il nodo del prezzo: Alcuni analisti di Wall Street fanno notare che la valutazione a 60,50 dollari per azione (pari a circa 9 volte il free cash flow atteso per il 2026) potrebbe essere considerata troppo bassa dal consiglio di amministrazione e dai grandi azionisti di PayPal. Non è escluso che Stripe e Advent debbano alzare la posta per vincere le resistenze del board e finalizzare l’accordo.