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Amazon lancia la sfida a Starlink: in arrivo una rete satellitare per smartphone entro il 2028

Amazon compie un passo decisivo nella nuova corsa allo spazio e alle telecomunicazioni. Il colosso di Seattle ha inoltrato una richiesta formale alla Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti per autorizzare il dispiegamento di una nuova mega-costellazione composta da 5.105 satelliti in orbita terrestre bassa (LEO). L’obiettivo: fornire una rete satellitare Direct-to-Device (D2D) in grado di connettere direttamente gli smartphone in qualsiasi punto della Terra a partire dal 2028.

L’iniziativa integrata nel programma Amazon Leo (precedentemente noto come Project Kuiper) rappresenta un salto di qualità strategico: non più soltanto antenne paraboliche per Internet fisso a banda larga nelle abitazioni, ma una copertura cellulare globale accessibile direttamente dai dispositivi mobili.

Come funzionerà la connessione cellulare dallo spazio

Il sistema D2D di Amazon è progettato per operare in sinergia con i dispositivi già in commercio e di nuova generazione:

  • Servizi supportati: La rete consentirà chiamate vocali, invio di messaggi di testo (SMS), traffico dati e servizi di emergenza anche nelle aree prive di qualsiasi copertura terrestre.
  • Spettro e Frequenze: Sfruttando le frequenze in banda L e banda S, oltre alle risorse spettrali derivanti da accordi strategici con partner come Globalstar, i satelliti comunicheranno direttamente con i chip integrati negli smartphone.
  • Tecnologia di bordo: A differenza dei satelliti tradizionali che fungono da semplici ripetitori, le unità di Amazon Leo integrano moduli di elaborazione dati nello spazio (edge computing) e collegamenti laser intersatellitari (OISL) capaci di scambiare dati a centinaia di gigabit al secondo.

Alleanze strategiche: da Apple agli operatori telco

Per garantire un’adozione capillare e l’integrazione con le reti esistenti, Amazon sta stringendo importanti partnership industriali:

  • Integrazione Telco: Operatori globali come Vodafone integreranno la rete satellitare Amazon Leo per eliminare i “punti ciechi” di copertura nelle zone rurali o impervie.
  • Supporto per l’ecosistema mobile: La rete supporterà le funzionalità di emergenza e geo-localizzazione (come SOS emergenze e Dov’è) sui dispositivi compatibili, espandendo la resilienza delle comunicazioni in caso di disastri naturali.
  • Gestione logistica e IoT: Oltre agli smartphone personali, la rete servirà flotte commerciali, dispositivi IoT industriali e soccorritori in aree remote.

Lo scontro frontale con Starlink

Con questa mossa, Amazon entra in concorrenza diretta con Starlink di SpaceX, che ha già avviato la sperimentazione del proprio servizio Direct-to-Cell.

Sebbene SpaceX vanti un vantaggio temporale significativo e una flotta di oltre 10.000 satelliti già in orbita, Amazon punta sulla forza del proprio ecosistema: l’integrazione profonda con i servizi cloud di Amazon Web Services (AWS) e la capillare rete di partnership commerciali rappresentano le leve principali per conquistare quote di mercato cruciali nei prossimi anni.

Se approvato dalla FCC, il lancio dei primi moduli operativi della nuova rete mobile D2D è previsto per il 2028, segnando una svolta fondamentale verso l’era della connettività globale ininterrotta.

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