Seagate ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato “Decarbonizing Data”, che evidenzia le crescenti sfide in termini di sostenibilità che i data center devono affrontare. Il rapporto si basa su uno studio globale commissionato da Seagate e condotto dalla società di ricerca Dynata, con il supporto della società di consulenza in comunicazione Current Global. Esamina la crescente pressione sulle risorse energetiche dovuta all’espansione delle esigenze di archiviazione dati delle aziende, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale (IA).
Goldman Sachs Research prevede che la domanda globale di energia dei data center potrebbe aumentare del 165% entro il 2030 rispetto al 2023. Il rapporto di Seagate mostra che il consumo energetico è diventato una delle principali preoccupazioni per il 53,5% dei dirigenti aziendali. Le organizzazioni stanno affrontando difficoltà a causa dell’aumento dei volumi di dati, della lentezza dei progressi nel miglioramento dell’efficienza energetica e del crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Jason Feist, vicepresidente senior del marketing cloud di Seagate, ha dichiarato: “I data center sono sottoposti a un attento esame, non solo perché supportano i moderni carichi di lavoro di intelligenza artificiale, ma perché stanno diventando uno dei settori più energivori dell’economia digitale. Ciò richiede un cambiamento radicale nel modo in cui concepiamo l’infrastruttura dati: non come un compromesso tra costi e sostenibilità, ma come un’opportunità per ottimizzare entrambi”.
Le preoccupazioni relative ai rifiuti elettronici (e-waste) e all’impronta di carbonio hanno attirato notevole attenzione, soprattutto nel 2025, quando milioni di PC Windows 10 potrebbero diventare obsoleti e non essere più aggiornabili. Persino Microsoft stessa ha ipotizzato questa eventualità .
Il rapporto delinea tre opzioni chiave che le aziende hanno a disposizione per gestire il crescente fabbisogno di dati: migliorare l’efficienza dei sistemi attuali, costruire nuovi data center o passare al cloud. Ognuna di queste scelte implica il bilanciamento di costi, emissioni di carbonio e controllo delle operazioni. Il rapporto suggerisce che sostenibilità e costo totale di proprietà (TCO) possono essere obiettivi compatibili.
Seagate sottolinea che i progressi tecnologici svolgono un ruolo essenziale nel rendere i data center più sostenibili. Innovazioni come il raffreddamento a liquido, il raffreddamento a immersione e i sistemi HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria) aggiornati possono contribuire a ridurre il consumo energetico e le emissioni di carbonio. La piattaforma Mozaic 3+ di Seagate, basata su HAMR, ne è un esempio. Aumenta la capacità di storage fino a tre volte nello stesso spazio, riduce le emissioni di carbonio per terabyte di oltre il 70% e riduce i costi per terabyte del 25%.
Il rapporto sottolinea inoltre l’importanza di prolungare la durata di vita dei dispositivi di archiviazione. Sebbene il 92,2% degli intervistati lo riconosca come vitale, solo il 15,5% gli attribuisce priorità al momento dell’acquisto di apparecchiature, il che rappresenta un divario tra conoscenza e azione.












