In una mossa senza precedenti che segna la fine della parità di prezzo tra i diversi formati, Nintendo ha annunciato un cambiamento significativo nella sua politica di vendita per i titoli della nuova Nintendo Switch 2. A partire dal maggio 2026, i giochi fisici esclusivi per la nuova console avranno un prezzo di listino superiore rispetto alle loro controparti digitali.
Il debutto con Yoshi e il primo “sovrapprezzo”
Il primo titolo a inaugurare questo nuovo corso sarà Yoshi and the Mysterious Book, previsto per il 21 maggio. Per questo gioco, Nintendo ha fissato il prezzo della versione digitale su eShop a 59,99 $, mentre la versione fisica su cartuccia costerà 69,99 $. Questa differenza di 10 dollari sembra destinata a diventare lo standard per le future produzioni “first-party” della casa di Kyoto.
Le ragioni della scelta
In una dichiarazione ufficiale, Nintendo ha spiegato che questa decisione non è un aumento di prezzo generalizzato, ma una strategia che “riflette i diversi costi associati alla produzione e alla distribuzione di ciascun formato”. In pratica, l’azienda intende offrire uno sconto (o mantenere un prezzo più basso) su chi sceglie il digitale, scaricando i costi logistici e di manifattura delle cartucce esclusivamente su chi desidera il supporto fisico.
Esperti del settore suggeriscono che dietro questa scelta possa esserci anche l’attuale carenza e l’aumento dei prezzi dei componenti di memoria (NAND flash), che renderebbe la produzione delle cartucce per Switch 2 sensibilmente più costosa rispetto al passato.
Fino ad oggi, i grandi titoli Nintendo venivano solitamente lanciati allo stesso prezzo sia nei negozi fisici che sullo store digitale. Con Switch 2, i collezionisti e chi preferisce avere la custodia sullo scaffale dovranno accettare di pagare un “premio” per il possesso fisico del gioco.
- Vantaggio digitale: Prezzi più competitivi al lancio (generalmente 10 dollari/euro in meno).
- Vantaggio fisico: Possibilità di rivendita, prestito e collezionismo, ma a un costo iniziale più elevato.
Resta da vedere come reagiranno i rivenditori e se i publisher di terze parti (come Ubisoft, EA o Square Enix) decideranno di seguire l’esempio di Nintendo, creando una spaccatura definitiva nel mercato dei videogiochi.













